Jane Austen come autrice viva, attuale, capace di parlare alle nuove generazioni e di interrogare ancora oggi temi come il potere, le relazioni sociali, l’identità femminile, il mercato matrimoniale, la costruzione dell’immaginario Regency e il rapporto tra letteratura e media contemporanei. È questa la prospettiva al centro di “Storie che cambiano”, progetto di Public Engagement promosso dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, curato dalla prof.ssa Franca Dellarosa, referente scientifica, e dalla dott.ssa Carlotta Susca.
Il percorso si concluderà con due giornate di studi, incontri, musica, libri e linguaggi digitali in programma giovedì 14 e venerdì 15 maggio a Bari. Il progetto, dedicato quest’anno a Jane Austen nel 250° anniversario della nascita, nasce con l’obiettivo di interrogare la trasmissione dei classici nel tempo e di osservare come le opere del passato continuino a essere riscritte, adattate e riformulate nei diversi contesti culturali e mediali.
“Storie che cambiano” ha costruito nei mesi scorsi un’indagine crossmediale intorno all’autrice inglese e ai suoi romanzi, mettendo in dialogo ricerca accademica, divulgazione, gruppi di lettura, social media e attività partecipative. Al centro, l’idea che un classico non sia una reliquia immobile, ma un organismo vivo, capace di attraversare il tempo, generare nuove letture e parlare al presente. Il programma comprende peer seminar, gruppi di lettura, podcast, mostra bibliografica e la campagna social “Austen POP – From Jane A to Gen Z”, pensata per avvicinare la Generazione Z alla scrittrice.
La prima giornata, giovedì 14 maggio, sarà dedicata al tema “Lavorare con i libri”. L’incontro si terrà alle 15.30 nella Sala Leogrande del Centro Polifunzionale Studenti di Bari e affronterà le trasformazioni del mondo editoriale, della scrittura, della traduzione e delle professioni culturali nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Moderato da Carlotta Susca, l’appuntamento partirà dagli interventi di Francesco Sarcina, dottorando del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione di UniBa, che analizzerà il modo in cui l’intelligenza artificiale sta modificando le pratiche di scrittura, e di Elisabetta Ostuni, dottoranda del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, che approfondirà i cambiamenti in corso nel campo della traduzione.
A seguire, una tavola rotonda riunirà tre professioniste che hanno costruito il proprio percorso attorno ai libri: Maria Angela Lacalamita, presidente dell’associazione Leggere Coccole, Antonietta Rubino, consulente editoriale ed editor, e Patrizia Scardigno, titolare della libreria Svoltastorie di Bari. Il confronto proverà a rispondere a una domanda particolarmente significativa per studenti e nuove generazioni: è ancora possibile lavorare con i libri? E quali competenze richiede oggi un settore che si muove tra editoria, mediazione culturale, nuove tecnologie e creatività?
Nel corso del pomeriggio sarà inoltre proiettato “Cani randagi”, cortometraggio del collettivo Papere Ubriache, realizzato come lavoro di fine corso del laboratorio di Storytelling del DAMS di UniBa.
La seconda giornata, venerdì 15 maggio, sarà intitolata “Austen oggi” e si svilupperà tra l’Università e la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”. Il programma del mattino si aprirà nella Sala Convegni della Biblioteca di Ateneo con una sessione dedicata ad “Austen POP”, pensata per osservare la fortuna contemporanea dei romanzi austeniani tra adattamenti, fan culture, cinema, serie tv, riscritture e linguaggi digitali.
Il Gruppo di Lettura “Storie che cambiano” proporrà una riflessione su “Sense and Sensibility” attraverso lo sguardo della Generazione Z. Gabriella Parisi e Maria Teresa Cascella della JASIT – Jane Austen Society of Italy approfondiranno invece il successo di “Pride and Prejudice”, definito come “il romanzo perfetto”. A chiudere la sessione sarà l’intervento di Carlotta Susca su “Emma” e sulle sue continue reincarnazioni nella cultura contemporanea, dal cinema alle serie tv, fino ai blog e alle riletture ambientate nel presente.
La seconda sessione entrerà nel cuore del tema “Austen scrittrice sovversiva”, superando l’immagine più convenzionale dell’autrice come semplice narratrice di amori, balli e buone maniere. Fabio Ciambella della Sapienza Università di Roma analizzerà scene di danza e pattern linguistici che da “Pride and Prejudice” migrano in prodotti culturali contemporanei come “Fifty Shades” e “Bridgerton”. Serena Baiesi dell’Università di Bologna si concentrerà sull’esperimento meta-gotico di “Northanger Abbey” e sulle sue riscritture contemporanee, mentre Carlotta Farese, sempre dell’Università di Bologna, esplorerà “Mansfield Park” come romanzo di sperimentazione, con un’eroina atipica e una lettura acuta del proprio tempo. Franca Dellarosa interverrà infine su “Persuasion”, ultimo romanzo di Austen, spesso definito “autunnale”, mettendone in luce la modernità narrativa e la vena comica.
Nel pomeriggio, alla Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”, la chiusura sarà affidata alla sessione “Jane e la musica / Musica per Jane”, curata da Angela Annese e Franca Dellarosa. La presenza della musica nei romanzi di Austen, legata anche all’esperienza personale della scrittrice, sarà evocata attraverso l’alternanza tra letture di passi scelti ed esecuzioni per arpa e pianoforte, con brani collegati al mondo austeniano e agli Austen Family Music Books.
Lo sguardo si sposterà poi dal passato al presente attraverso il cinema, con letture da “Sense and Sensibility: The Diaries” di Emma Thompson, premio Oscar per la sceneggiatura del film diretto da Ang Lee nel 1995, e con l’esecuzione dell’inedita “Pride and Prejudice Suite” per pianoforte di Dario Marianelli, tratta dalle musiche composte per il film “Pride and Prejudice” di Joe Wright. All’arpa ci sarà Serafino Garzi Cosentino, al pianoforte Angela Annese, con letture affidate a Sara Donahue, Alessia Cisternino, Luisa Piscitelli, Desirée Russo e Alessia Tricasi.
Le due giornate rappresentano il momento conclusivo di un percorso che ha trasformato Jane Austen in un punto di partenza per riflettere sulla vitalità dei classici, sulla loro continua riscrittura e sul rapporto tra letteratura, media e società contemporanea. Il lavoro, tuttavia, proseguirà anche dopo gli incontri del 14 e 15 maggio con la realizzazione di una serie di podcast e di una mostra bibliografica negli spazi di UniBa, in continuità con le attività del progetto.
Con “Storie che cambiano”, l’Università di Bari propone dunque una rilettura di Jane Austen lontana dagli stereotipi più rassicuranti: non soltanto autrice del romance Regency, ma scrittrice capace di osservare le strutture sociali, i rapporti di forza, le dinamiche economiche e le forme dell’identità femminile. Una scrittrice, appunto, ancora sovversiva, perché in grado di cambiare volto a ogni nuova generazione di lettori.

