Si chiude domani, mercoledì 1° aprile alle ore 15 nella sala conferenze del Palazzo dell’Acqua (AQP), il ciclo di incontri del corso per le competenze trasversali dedicato alla violenza di genere. L’appuntamento conclusivo, diretto dalla professoressa Francesca R. Recchia Luciani e coordinato dall’avvocata Maria Pia Vigilante, affronta uno dei temi più drammatici della contemporaneità: il rapporto tra violenza sulle donne e conflitti bellici, con un focus prioritario sulla situazione nella Striscia di Gaza.

Dall’Afghanistan, dove vige l’unico “apartheid di genere” al mondo, all’Ucraina, che conta migliaia di vittime femminili, fino alla repressione in Iran e alle violenze sistematiche in Sudan e Darfur.

L’analisi proposta evidenzia come le guerre non abbiano liberato le donne ma ne abbiano aggravato la condizione: lo stupro non è più solo un “bottino”, ma una strategia deliberata di distruzione etnica e genocidio.

Il focus su Gaza si rende oggi ancora più urgente alla luce dell’attualità politica internazionale e delle recenti normative approvate dal parlamento israeliano, che inaspriscono il clima di tensione e repressione nel territorio.

L’incontro vedrà la partecipazione di esperti e testimoni impegnati sul campo:

  • Micaela Frulli (Università di Firenze): La violenza contro le donne come strategia di guerra e di sterminio.
  • Tony La Piccirella (Global Sumud Flotilla): Il secondo viaggio della Global Sumud Flotilla: un genocidio ininterrotto.
  • Nabil Bey Salameh (Conservatorio di Lecce): Il corpo femminile palestinese tra assedio, punizione e cancellazione.
  • Paola Caridi (storica e giornalista, in collegamento): Come ti cambia un genocidio. Essere donne a Gaza.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare i risultati del calendario Femme Battue, realizzato da APS G.I.R.A.F.F.A. insieme al centro di satira Librexpression della Fondazione Di Vagno. Quest’anno, la solidarietà si trasforma in aiuto diretto: una parte del ricavato delle vendite sarà devoluta alla Global Sumud Flotilla, la mobilitazione internazionale che attraverso un’azione civile non violenta punta a rompere il blocco su Gaza per portare soccorso alle donne e ai bambini del territorio.

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ViviBari
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