Con la fine del suo mandato alla guida della Regione Puglia, Michele Emiliano torna inevitabilmente al centro dell’attenzione pubblica. Il tema, questa volta, riguarda il suo futuro professionale: l’ex presidente dovrebbe rientrare in magistratura, ruolo che aveva sospeso durante gli anni di attività politica.
Emiliano, però, chiarisce subito i contorni della vicenda: si tratta di un passaggio più tecnico che sostanziale, perché a 66 anni gli restano soltanto pochi mesi prima della pensione obbligatoria fissata a 67 anni per i magistrati.
“In teoria dovrei tornare a fare il magistrato, anche se, avendo 66 anni, purtroppo mi resterebbero ancora pochi mesi prima della pensione”, ha affermato alla trasmissione Tagadà. Un ritorno che di fatto avrebbe la sola funzione di concludere il percorso amministrativo della sua carriera professionale.
“Il mio futuro è l’ultima delle mie preoccupazioni”
Emiliano mostra distacco dalle speculazioni mediatiche: “L’ultima delle mie preoccupazioni è il mio futuro.”
“Sono come tutti i lavoratori che rientrano dopo l’aspettativa e che ricostruiscono la carriera ai fini della pensione, tutto qua”, dice Emiliano, evidenziando come non ci sia nulla di straordinario nella ricostruzione amministrativa del percorso professionale.
Un possibile incarico assessorile? Emiliano frena: “Non va chiesto a me”
Tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane figura anche quella di un possibile incarico assessorile nella nuova giunta regionale guidata da Antonio Decaro.
Emiliano liquida la domanda con una battuta “Questo è un altro discorso. È una domanda che non va fatta a me.”
Una risposta che non chiude del tutto la porta a eventuali ruoli politici futuri ma lascia intendere che — almeno per ora — l’ex presidente non vuole alimentare indiscrezioni.
Tra istituzione e politica: un percorso ancora aperto
Il futuro di Emiliano, dunque, resta formalmente ancorato al rientro in magistratura ma la sostanza è un’altra: il suo ruolo nel dibattito pubblico pugliese — e nazionale — è tutt’altro che esaurito.
Se un incarico nella nuova giunta è questione che “non va chiesta a lui”, è evidente che il margine politico resta aperto, almeno nelle intenzioni della coalizione vincente.
Per ora, però, l’ex presidente si limita a ribadire una sola certezza: il rientro in magistratura è un atto burocratico verso la pensione, non un nuovo inizio di carriera.

