Da oggi, mercoledì 3 giugno, e fino al prossimo 11 giugno, la comunità tecnica e professionale barese è chiamata a un appuntamento di fondamentale importanza: le elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli ingegneri della provincia di Bari. Non si tratta di una semplice prassi burocratica o di un rito amministrativo ma di un momento di snodo cruciale per una categoria che, oggi più che mai, rappresenta il motore tecnico dello sviluppo economico, infrastrutturale e urbano del nostro territorio.

Agli oltre 8.000 aventi diritto al voto è affidata la responsabilità di scegliere la governance che guiderà l’ente nei prossimi anni. Una scelta che avrà ripercussioni non solo all’interno della categoria ma sull’intero ecosistema imprenditoriale locale. Gli ingegneri, infatti, sono i professionisti in prima linea nella gestione dei fondi del PNRR, nella progettazione della rigenerazione urbana e nell’innovazione tecnologica delle imprese baresi. Scegliere chi li rappresenterà significa definire l’approccio con cui questa categoria dialogherà con le istituzioni, la politica e la società civile.

La competizione elettorale si svolge interamente in presenza, un segnale che richiama alla partecipazione fisica e al confronto diretto, in un’epoca dominata dal digitale. Al termine delle operazioni di voto si procederà allo scrutinio ma il primo vero avversario da sconfiggere per entrambe le fazioni in campo è l’astensionismo: il quorum richiesto per la validità delle elezioni è fissato al 20%. Serviranno dunque più di 1.600 votanti per validare la tornata ed evitare lo stallo istituzionale.

Due liste, due visioni per il futuro della professione

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A contendersi la guida dell’ordine ci sono due schieramenti ben definiti, portatori di visioni organizzative e metodologiche profondamente diverse. Da un lato la lista “Essere Ingegnere”, dall’altro la compagine “Una marcia in più”. La dinamica politica interna all’ordine restituisce una fotografia interessante: non si tratta di una classica sfida tra maggioranza e opposizione storica ma di una frattura interna alla precedente consiliatura che ha generato due percorsi distinti.

“Essere Ingegnere”: la forza della continuità e il progetto della nuova sede

La lista “Essere Ingegnere” è guidata dal professore del Politecnico di Bari, Vitantonio Amoruso. Questo schieramento si pone in dichiarata e fiera continuità con il lavoro svolto dall’attuale consiglio, un dato confermato dalla scelta di ricandidare ben 10 consiglieri uscenti. L’approccio proposto da Amoruso è spiccatamente collegiale, basato sull’esperienza accumulata e sulla volontà di portare a termine i progetti strategici già avviati.

Tra le iniziative cardine rivendicate da questa lista spicca senza dubbio la nascita della “Casa degli Ingegneri”. Si tratta di un progetto ambizioso che prevede una nuova sede fisica per l’ordine, già individuata a Bari in via Amendola. Questa struttura non sarà solo un presidio amministrativo, ma è stata concepita per diventare un vero e proprio spazio di coworking e un hub di aggregazione per i professionisti. Un luogo dove l’ingegnere freelance o il giovane professionista possa trovare non solo servizi ma anche opportunità di networking e contaminazione di idee. Questa visione interpreta l’ordine come un ente erogatore di servizi tangibili, capace di supportare la quotidianità lavorativa degli iscritti.

“Una marcia in più”: la centralità del leader e il programma partecipato

Sull’altro fronte della competizione troviamo la lista “Una marcia in più”, guidata da Gianluca Giagni, consigliere e segretario uscente. La genesi di questo schieramento è l’elemento che più di tutti accende il dibattito: Giagni ha infatti deciso di creare una propria lista autonoma, staccandosi dal gruppo dirigente con cui ha condiviso e lavorato negli ultimi quattro anni di mandato. Ad oggi, le motivazioni ufficiali di questo strappo non sono state formalizzate pubblicamente, lasciando spazio a interpretazioni sulle dinamiche interne.

La proposta di Giagni si struttura su un asse metodologico differente. Il programma elettorale della sua lista è stato presentato come il frutto di una consultazione dal basso: costruito direttamente dai colleghi, ai quali è stato chiesto di indicare le vere priorità della professione. Dal punto di vista della leadership, “Una marcia in più” si caratterizza per una presenza molto più marcata e accentrata della figura del leader rispetto alla visione corale proposta dai competitor.

Collegialità o leadership forte? La parola agli iscritti

Le elezioni dell’ordine degli ingegneri di Bari del 2026 si configurano quindi non solo come un voto su due programmi ma come un referendum su due modelli di governance. Da una parte, un modello collegiale e istituzionale, che fa perno sulle relazioni consolidate e sulla continuità amministrativa; dall’altra, un modello che punta su un rinnovamento trainato da una leadership forte e da una revisione programmatica costruita sulle istanze dirette della base.

Per il tessuto economico barese, l’esito di queste votazioni è un indicatore prezioso. Un ordine coeso e ben governato garantisce un’interlocuzione affidabile per le imprese, i costruttori e le pubbliche amministrazioni. Alle ingegnere e agli ingegneri della provincia di Bari spetta ora il responso finale: recarsi alle urne da oggi fino all’11 giugno per tracciare la rotta della loro professione nei prossimi anni.

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