Il Palatour di Bitritto si prepara a ospitare un incontro speciale tra due giganti del nostro spettacolo: Giovanni Veronesi e Rocco Papaleo. Sabato 11 aprile, alle ore 21:00, la coppia darà vita a “Due maledetti amici”, uno show che sfugge alle etichette tradizionali per trasformarsi in una reunion sincera, a metà strada tra il teatro canzone e il salotto tra vecchi compagni d’avventura.
L’idea nasce sulla scia del successo televisivo di “Maledetti amici miei” (Rai 2, 2019) e si evolve in un format teatrale dove l’imprevedibilità è la vera protagonista. Senza una scaletta fissa, Veronesi e Papaleo si mettono a nudo attraverso aneddoti, racconti di set e riflessioni semiserie sulla vita, il tutto condito da una robusta dose di autoironia.
A dirigere l’orchestra del racconto è lo stesso Veronesi, che definisce lo spettacolo come la “galoppata di amici che non demordono”. L’obiettivo dichiarato è scherzare su se stessi, accettando con filosofia il tempo che passa: “Siamo dei boomer che si vestono vintage e vogliono essere moderni – afferma il regista toscano – tutto verte sul non sapere cosa diremo”.
A scandire il ritmo della serata sarà la colonna sonora dal vivo curata dai “Musica da ripostiglio”, capaci di intrecciare le parole dei due protagonisti con sonorità coinvolgenti che spaziano dal jazz al folk
Giovanni Veronesi è una delle firme più prestigiose della commedia italiana. Dopo aver scritto pagine indimenticabili del nostro cinema insieme a Francesco Nuti, Leonardo Pieraccioni (Il Ciclone) e Carlo Verdone, ha firmato da regista successi popolari come la trilogia di Manuale d’amore e Che ne sarà di noi. Il suo legame con la Puglia è storico, avendo prodotto il cult barese Mio cognato di Alessandro Piva.
Rocco Papaleo, artista poliedrico lucano, incarna perfettamente lo spirito poetico e malinconico del Sud. Dai successi come attore con Monicelli e Checco Zalone, fino alla consacrazione come regista con Basilicata Coast to Coast (vincitore del David di Donatello), Papaleo porta in scena la sua capacità unica di raccontare l’ordinario con uno sguardo surreale e profondo. Attualmente è presente nelle sale con il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa, Il bene comune.

