Questa mattina un interessante incontro organizzato dal giornalista Nicola Porro a Bari, nel Teatro Petruzzelli, con alcuni top manager di grandi operatori infrastrutturali e alcuni professionisti e imprenditori, per ragionare di ripartenza dell’economia italiana.

La pandemia con tutto il suo carico di restrizioni si è abbattuta sull’economia mondiale al punto da causare segni meno anche a doppia cifra per alcuni paesi o stagnazione laddove, come nel caso della Cina, si cresceva al 7-8% all’anno.

Questa mattina a Bari, nel Teatro Petruzzelli, il giornalista Nicola Porro ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “La Ripartenza” con i massimi dirigenti degli operatori infrastrutturali del Paese. Da Vera Fiorani, amministratrice delegata e direttrice di Rete Ferroviaria Italiana, a Mario Rossetti, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, da Guido Grimaldi, direttore della Grimaldi Group, a Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-Distribuzione, da Guglielmo Maisto, docente di Diritto Tributario, ad Antonio Rummo, vicepresidente di Pasta Rummo. Fotografare lo stato dell’arte dell’Italia, con focus su Mezzogiorno e gap dal resto della nazione e d’Europa, così come tracciare i principali investimenti necessari per la ripartenza. Ecco il senso della discussione che ha visto anche l’attenzione ad altri temi altrettanto importanti, il mismatching tra domanda e offerta di lavoro così come il divario delle infrastrutture tra nord e sud, più di quelle fisiche che di quelle strutturali a dirla tutta. Bari, infatti, è stata presa a modello come città che è ormai coperta per il 98% dalla fibra ottica e che quindi può guardare con fiducia agli sviluppi dell’economia. Il digitale, come ha detto Rossetti di Open Fiber, non riguarderà solo le case ma anche tutti gli altri aspetti: “Sarà l’unica modalità, ad esempio, anche per avere il controllo su strade, mobilità e sostenibilità“. Ranieri di E-distribuzione, invece, ha rassicurato sulla capacità della rete elettrica di reggere anche l’arrivo dell’energia da impianti alimentati da fonti rinnovabili: “La rete è già agganciata a un milione di produttori e potrebbe bastare anche se non investissimo più un euro fino al 2026”. Note dolenti, personale e lentezza giudiziaria. Fiorani di Rfi ha segnalato: “Incredibile quello che è successo a Bari con un ricorso su un’opera, quella della ferrovia, già appaltata e in corso di svolgimento. Per fortuna con l’intervento del Consiglio di Stato da lunedì riprenderanno i lavori”. La mancanza di personale, invece, è stata segnalata dall’armatore Grimaldi: “Ci mancano camerieri e macchinisti ma anche medici. Il lavoro dei marittimi non è più come prima, ora non serve stare in mare per due anni, si fanno turni anche di un mese“.

Serviranno una serie di azioni combinate, dunque, che partano pure dal miglioramento della dotazione infrastrutturale, soprattutto reti ferroviarie e digitalizzazione, ma anche, forse soprattutto, un impegno comune sulla formazione o diverse figure rimarranno inevase. La vera ripartenza arriverà da uno sforzo condiviso, da una parte i grandi player a costituire hub di formazione e dall’altra giovani e meno giovani a portare la propria disponibilità a imparare e migliorarsi prima ancora che, ovviamente, a lavorare.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore, giornalista e consulente in relazioni pubbliche

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