Il disegno di legge sull’autonomia differenziata, approvato definitivamente alla Camera il 19 giugno 2024, prevede una serie di disposizioni volte a trasferire maggiori competenze legislative e amministrative alle Regioni a statuto ordinario, in conformità con l’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Il testo di legge stabilisce che l’attribuzione delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia è subordinata alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Questi LEP devono essere definiti tramite decreti legislativi adottati dal Governo entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge. La legge prevede anche che ogni intesa tra Stato e Regione per l’autonomia differenziata abbia una durata massima di dieci anni, rinnovabile salvo diversa volontà espressa almeno un anno prima della scadenza.

Le intese devono includere le disposizioni di legge statale che cessano di avere efficacia nel territorio regionale con l’entrata in vigore delle leggi regionali attuative dell’intesa. Il trasferimento delle funzioni può avvenire solo dopo la determinazione dei LEP e dei relativi costi e fabbisogni standard, nei limiti delle risorse disponibili in legge di bilancio. Se dal trasferimento derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, questo può avvenire solo successivamente all’entrata in vigore di specifiche disposizioni legislative.

Il disegno di legge prevede anche che il Governo possa sostituirsi agli organi delle Regioni qualora non vengano rispettati gli obblighi di garantire i LEP, a tutela della coesione e della solidarietà sociale. Le procedure di monitoraggio dell’effettiva garanzia dei LEP in ogni Regione saranno definite tramite ulteriori decreti legislativi, con aggiornamenti periodici in coerenza con le risorse finanziarie disponibili.

Le materie che saranno oggetto delle intese tra lo Stato e le Regioni, nell’ambito dell’autonomia differenziata, sono quelle attualmente a legislazione concorrente, come definite dall’articolo 117 della Costituzione. Queste materie includono:

  1. Rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni
  2. Commercio con l’estero
  3. Tutela e sicurezza del lavoro
  4. Istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e formazione professionale
  5. Professioni
  6. Ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi
  7. Tutela della salute
  8. Alimentazione
  9. Ordinamento sportivo
  10. Protezione civile
  11. Governo del territorio
  12. Porti e aeroporti civili
  13. Grandi reti di trasporto e di navigazione
  14. Ordinamento della comunicazione
  15. Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia
  16. Previdenza complementare e integrativa
  17. Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario
  18. Valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali
  19. Casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale
  20. Enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale

E’ evidente che questo sistema favorisce chi ha maggiori risorse da poter investire, nel pubblico e nel privato. Ad esempio, per “Tutela della salute” si intende sanità e, di conseguenza, una Regione con maggiori disponibilità economiche potrà attrarre personale sanitario grazie a compensi più alti. Ne conseguirà il cosiddetto “turismo sanitario”, ovvero le persone che da una regione andranno a farsi curare proprio dove troveranno strutture e personale più competente e performante.

Insomma, una legge che tendenzialmente aumenterà le distanze tra Nord e Sud del Paese che, al contrario, avrebbe avuto bisogno di una propulsione a favore del Mezzogiorno, proprio per recuperare i gap che si sono formati dall’Unità d’Italia ad oggi. Un provvedimento in controtendenza con le linee unitarie di Fratelli d’Italia e Forza Italia ma che, evidentemente, appaga gli appetiti della Lega, tornata decisamente “Lega Nord”. Lo testimoniano le immagini che sono state diffuse un attimo dopo l’approvazione, con un’esposizione di bandiere separatiste che erano rimaste nei cassetti negli ultimi anni.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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