Il futuro della ristorazione pugliese ha il volto di quaranta ragazzi che, mercoledì 25 marzo 2026, hanno deciso di mettersi in gioco tra i profumi e le tradizioni di Bitonto. All’interno della suggestiva cornice del Frantoio Oleario Bitontino, si è svolta una giornata formativa intensiva organizzata dall’Associazione Italiana Cuochi, un vero e proprio “bootcamp” culinario pensato per trasformare la passione in professione.
I partecipanti, aspiranti aiuti cuoco, chef e addetti alla sala, hanno affrontato un percorso immersivo volto ad acquisire le competenze tecniche e operative fondamentali per entrare nel mercato del lavoro. Non si è trattato solo di teoria: i ragazzi hanno dovuto dimostrare sul campo la propria attitudine, confrontandosi con le materie prime del territorio e le dinamiche di una brigata reale.
A valutare l’operato dei giovani talenti è stata una giuria d’eccezione composta dai maestri dell’Associazione Italiana Cuochi, Antonio Minenna e Rasim Hamzi. I giudici hanno esaminato ogni dettaglio, dalla preparazione dei piatti al servizio, premiando i profili che meglio hanno saputo coniugare il rispetto per la tradizione con la spinta all’innovazione.
“Questa giornata è la prova che quando istituzioni, formatori e realtà produttive remano nella stessa direzione, i risultati arrivano”, ha dichiarato Antonio Minenna. “Abbiamo voluto creare un ponte concreto tra la storia culinaria pugliese e le nuove generazioni. La ristorazione moderna non può prescindere dalla formazione sul campo: è lì che si impara il mestiere e si forgia il carattere necessario per eccellere”.
L’evento di Bitonto si conferma così un modello virtuoso di collaborazione territoriale, capace di valorizzare le eccellenze produttive locali (come l’olio, protagonista indiscusso della location) e di offrire sbocchi occupazionali reali ai giovani. La formazione, intesa come motore di crescita e qualità, resta l’ingrediente segreto per mantenere alto il nome della Puglia nel panorama gastronomico internazionale.

