Mens sana in corpore sano è una massima ancora valida, anche nel terzo millennio. Sappiamo ormai già da tempo e diversi studi scientifici lo dimostrano, che esiste una stretta relazione tra mente e corpo e che la salute di uno è condizionata dall’altro. Ecco la nota della nutrizionista sportiva e personal trainer, Marcella Quarto.

Avrai sicuramente fatto caso almeno una volta nella vita che in un determinato momento se hai avvertito stanchezza mentale, anche il tuo corpo non rispondeva al massimo delle sue energie e viceversa. Tutto questo ha un inizio che vive dentro di noi ed è la causa principale di ciò che succede nel nostro organismo a livello conscio e inconscio e inevitabilmente si ripercuote sul nostro stato di salute.

Azzardo a dire che nulla è frutto del caso. Se sei una di quelle (tante) persone che pensano che la malattia sia frutto della sfiga e che a casaccio decide chi colpire, spero davvero che tu possa aprire gli occhi della tua anima e iniziare a capire cosa succede dentro di te e che tu stesso puoi determinare la qualità della tua vita e contrastare l’insorgenza di malattie. Non si tratta solo di sport e di alimentazione. Questo è ormai noto a tutti e indipendentemente dal tuo stato di salute, sono regole base per condurre una vita sana e regolare. Si tratta di ciò che avviene nella tua mente, di come gestisci le emozioni, di come le esterni e come reagisci agli eventi più o meno negativi che ti si presentano nel corso degli anni. Spesso ho esternato la frase “la dieta non è solo ciò che mangi, è ciò che pensi, che guardi, che senti e che frequenti”. E credimi è proprio così. Anche tu avrai avuto a che fare con gente apparentemente in ottima salute ma che lamenta continuamente disturbi, fastidi e dolori. Persone che si lamentano di continuo e che hanno una visione pessima della vita e reagiscono negativamente anche solo se gli si spezza un’unghia. Le stesse persone che se poi fanno una visita specialistica, gli viene detto che non ha nulla. Allo stesso modo, esiste gente che pur avendo una malattia riconosciuta la affronta con positività accettando la sua condizione senza lamentarsi. E come ce lo spieghiamo? Cosa possono avere in comune queste due categorie di persone? Hanno in comune i sentimenti. Noi siamo fatti di sentimenti. I sentimenti nascono nello stesso preciso istante in cui veniamo al mondo. 

Esprimono a seconda degli stimoli che ci arrivano dall’esterno il modo di reagire per “difenderci”. I sentimenti dell’uomo sono 5: gioia, paura, rabbia, riflessione, tristezza. 

Ognuno di questi sentimenti, provoca delle emozioni che vengono esternate in diversi modi, per esempio la gioia ci fa ridere e sorridere, la tristezza ci fa piangere, la paura ci fa tremare, la rabbia ci fa urlare e così via. Quando queste reazioni vengono esternate nel momento esatto in cui quel determinato sentimento viene avvertito, siamo salvi. Ma non sempre è così. Per svariati motivi tante volte siamo obbligati a reprimere queste emozioni. Per essere più chiari, il tuo capo ti fa innervosire e vorresti gridargli in faccia tutta la tua rabbia, ma non lo fai perché è il tuo capo, perché rischi di essere licenziato. Questo è reprimere. Ti sembrerà una stupidaggine, ma il tuo corpo lo registra.

Emozioni non vissute nello stesso momento in cui si provano vengono inevitabilmente segnate sul nostro corpo. Magari, dopo torni a casa e sfoghi tutta la tua rabbia con un familiare o con un amico. Sembrerà di esserti sfogato, ma non lo è. Non lo hai fatto con il vero bersaglio. Certo se succede di tanto in tanto, il nostro corpo è ben programmato per sopportare, lo abbiamo già visto. Ma più reprimiamo, più inevitabile sarà l’insorgenza di dolori, che diventano disturbi, fino a diventare patologie che dopo 20 anni diventano malattie. Ogni sentimento è collegato ad un organo vitale, per cui più reprimerai una determinata emozione, più affaticherai quel dato organo che manifesterà disfunzioni nella sua area. Sempre facendo riferimento alla rabbia, essa è collegata al fegato. Mangiarsi il fegato dalla rabbia, viene proprio da questo, non è solo un modo di dire. La gioia è legata al cuore e a tutto il sistema cardiocircolatorio, la paura è collegata ai reni e alla vescica, la tristezza ai polmoni e la riflessione allo stomaco. Questi organi regolano le nostre funzioni vitali  e dobbiamo necessariamente imparare a gestire le nostre emozioni, per attivare un lavoro interno che determinerà anche il nostro benessere fisico. 

Nulla è frutto del caso, inizia a pensare che tu con le tue credenze, le tue abitudini e il tuo modo di agire puoi influenzare in positivo o in negativo la tua vita e che di pari passo con la medicina tradizionale puoi avviare un importante processo di prevenzione e perché no di guarigione. 

Marcella Quarto, nutrizionista sportiva e persona trainer

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