Interverranno: Aldo Patruno, Direttore Dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia,Giuseppe Teofilo, Direttore Fondazione Museo Pino Pascali, Anna D’Elia, storica dell’arte, Pasquale Bellini, critico teatrale.

Il volume sintetizza la vicenda artistica di Pantaleo Avellis il cui percorso segna un capitolo importante della storia della cultura in Puglia. Nel 1970, anno di fondazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari di cui sarà docente dal 1978, Avellis studia con Amerigo Tot, lo scultore ungherese docente a Bari che diventa il suo maestro. È l’inizio di una svolta nella formazione del giovane artista che, fin da ragazzo, lavorava la pietra nella sua bottega di Bitonto.

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Il 1985, anno della sua prima installazione multimediale, è un momento fecondo per l’arte in Puglia, il territorio si sta aprendo ai nuovi linguaggi artistici, come dimostrano le numerose rassegne realizzate nei decenni 80 e 90 su arte, musica, teatro e nuove tecnologie.

Nel 1986 ha inizio la collaborazione con Giorgio Albertazzi:

Con Albertazzi – ricorda l’artista – imparai ad interpretare la scena e gli eventi che avvenivano sul palcoscenico integrandoli con la videoarte”.

Il volume ripercorre, con 25 schede illustrate da testi e immagini, le opere realizzate dal 1985 al 2022 nei Castelli, nelle piazze, nei teatri, nelle Cattedrali pugliesi.

Il mare, il fuoco, il vento videoregistrati in presa diretta convivono nelle sue ambientazioni con le sculture in pietra, ridisegnando lo spazio e chiamando il pubblico ad interagire col paesaggio virtuale.

Pantaleo Avellis riflette sul presente cercando nella tradizione scultorea della pietra caratterizzata da bellezza, armonia e durata, un possibile correttivo alla realtà virtuale. Ma il richiamo al mito come ponte che congiunge passato e futuro, col passare degli anni, cede ad una nuova visione dello spazio e del tempo, che tradisce un’ansia d’infinito, una proiezione metafisica verso un imprecisato altrove. L’opera diventa invito a percepire la realtà nel suo perpetuo trasformarsi, un invito ad accettare l’incertezza e l’aleatorietà come imprescindibili componenti della vita.

Pantaleo Avellis nasce a Bitonto, nel 1944. Primo iscritto alla Scuola di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Bari, è stato allievo di Roberto De Robertis, Pietro Marino, Amerigo Tot, il suo maestro. Dopo l’esordio nel 1975 alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, partecipa a numerosi eventi in Italia e all’estero, tra cui Obiettivo Mediterraneo (Cosenza 1984), Artronica (Bari 1987), Videoset (Ferrara 1988), Altamarea ( Valenzano, Milano, Roma 1993), Tendenze del Contemporaneo ( Alatri, 1996), Dalla Pietra al Banchetto (Castel del Monte, 2002), Lavori in Corso ( Lecce 2013), Dimensioni Parallele (Bitonto, 2015), Oiseaux (Bari 2019), Les feuilles mortes ( Bari 2022).

Hanno scritto di lui, tra gli altri: Massimo Bignardi, Andrea Branzi, Luciano Caramel, Anna D’Elia, Clara Gelao, Marisa Milella, Pietro Marino, Gilberto Pellizzola, Vittorio Sgarbi, Michela Tocci.

Sue sculture permanenti sono collocate a Bari in Piazza Garibaldi, Piazza del Mediterraneo, Centro direzionale ASI, Castel del Monte, Piazza Belvedere a San Domino, Isole Tremiti ed altre sono conservate nella Pinacoteca metropolitana C. Giaquinto di Bari.

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