È stato presentato questa mattina, nella sala ex Tesoreria di Palazzo della Città, il “Vademecum Lavoro e Diritti LGBTQIA+”, nuovo strumento redatto dalle associazioni che compongono il Tavolo tecnico LGBTQIA+ del Comune di Bari per favorire ambienti professionali più inclusivi, sicuri e rispettosi della dignità di ogni persona.

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Alla presentazione sono intervenuti la vicesindaca Giovanna Iacovone, Pasqua Manfredi di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+, Mariangela Monforte della Cgil, il neo assessore alla Giustizia, Benessere sociale e Diritti civili Michelangelo Cavone e la presidente della Commissione Pari Opportunità Angela Perna.

Il documento nasce con l’obiettivo di offrire un riferimento chiaro e accessibile sui diritti delle persone LGBTQIA+ nei luoghi di lavoro e sulle tutele previste dall’ordinamento italiano ed europeo. Allo stesso tempo, il vademecum si rivolge anche a datori di lavoro, responsabili delle risorse umane, organizzazioni sindacali e realtà professionali chiamate a prevenire discriminazioni, stereotipi, molestie e comportamenti lesivi basati su orientamento sessuale, identità ed espressione di genere e caratteristiche sessuali.

La presentazione avviene in prossimità della Giornata internazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, che si celebra il 17 maggio, e si inserisce in un percorso più ampio di politiche comunali dedicate ai diritti, alla formazione e all’inclusione.

«Abbiamo deciso di lanciare questo vademecum in vista della Giornata internazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia non soltanto perché vogliamo offrire uno strumento concreto per ogni contesto lavorativo, a cominciare dall’ambiente pubblico, ma soprattutto perché vogliamo affermare un pensiero molto semplice: non bisogna scegliere tra lavoro, opportunità di lavoro e identità», ha dichiarato la vicesindaca Giovanna Iacovone.

Iacovone ha evidenziato come la discriminazione non sia sempre esplicita, ma possa manifestarsi anche attraverso battute, esclusioni, domande inappropriate nei colloqui, mancato rispetto del nome scelto o blocchi nel percorso professionale. Da qui la necessità di strumenti condivisi e facilmente utilizzabili.

Il vademecum, ha spiegato la vicesindaca, si colloca accanto ad altre azioni già avviate dall’amministrazione, come il percorso formativo DEIA rivolto al personale comunale, il lavoro su un linguaggio accessibile e inclusivo negli atti ufficiali e la definizione di linee guida per una rigenerazione urbana attenta anche alla prospettiva di genere, alla sicurezza, all’accessibilità e alla prossimità dei servizi.

Per l’assessore Michelangelo Cavone, il documento rappresenta uno strumento utile per promuovere luoghi di lavoro in cui tutte e tutti possano sentirsi rispettati e messi nelle condizioni di esprimere le proprie capacità senza subire discriminazioni. Cavone ha richiamato anche il valore di appuntamenti cittadini come All In Festival e Festa dei Popoli, indicandoli come occasioni importanti per rafforzare una cultura dell’inclusione e dell’apertura all’altro.

La presidente della Commissione Pari Opportunità Angela Perna ha ringraziato le realtà che animano il Tavolo LGBTQIA+ comunale, sottolineando l’importanza di agire sulle barriere culturali, soprattutto nei luoghi della vita quotidiana e del lavoro. «Le discriminazioni per orientamento sessuale o identità di genere non devono più essere tollerate», ha affermato, richiamando la necessità di un impegno condiviso tra Comune e Città metropolitana.

A illustrare il lavoro giuridico alla base del vademecum è stata Pasqua Manfredi, che ha evidenziato come il documento non sia pensato soltanto per lavoratori e lavoratrici, ma anche per i datori di lavoro interessati a rendere i propri ambienti professionali più accoglienti. Secondo Manfredi, lo strumento può contribuire ad aumentare la consapevolezza sui diritti e sulle tutele esistenti, anche alla luce del fatto che molte persone LGBTQIA+ continuano a nascondere orientamento sessuale o identità di genere per timore di ripercussioni.

Mariangela Monforte, per la Cgil, ha invece sottolineato il contributo dell’organizzazione sindacale nella parte dedicata alla contrattazione, con esempi di buone pratiche soprattutto di secondo livello. L’obiettivo, ha spiegato, è non limitarsi al contrasto delle discriminazioni, ma portare nei luoghi di lavoro proposte concrete di inclusione.

Il vademecum sarà diffuso anche attraverso il percorso sindacale, a partire dalle assemblee e dai luoghi di lavoro, con l’intento di rafforzare la fiducia dei lavoratori nelle istituzioni e nelle organizzazioni chiamate a tutelarli.

Con questo documento, il Comune di Bari e il Tavolo tecnico LGBTQIA+ mettono a disposizione della città uno strumento operativo per promuovere diritti, consapevolezza e responsabilità condivisa. Un passo concreto verso ambienti di lavoro in cui identità personale, dignità e opportunità professionali possano convivere senza discriminazioni.

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