Nel corso dei consueti esami di metà anno, la comunità barese che si ritrova intorno alla disciplina giapponese dell’Aikido, ha vissuto domenica una data importante. Per la prima volta, infatti, una giovane atleta, di soli 13 anni, ha raggiunto l’obiettivo della cintura nera. Si tratta di Marta Flavia Mongelli, di Bari, che nell’occasione ha ringraziato l’allenatrice Maria Gagliardi e i maestri Agnese Barbone e Vito Simmi.

Una data da segnare in rosso sul calendario quella di domenica 18 dicembre per la comunità barese che pratica Aikido, arte marziale di origine giapponese. Nel corso dei consueti esami di metà anno la tredicenne Marta Flavia Mongelli, di Bari, ha conseguito il titolo di cintura nera della disciplina. Un obiettivo importante per tutta l’asd Kyhoan Simmi e che ha visto anche la partecipazione di rappresentanti del Comune di Bari, con il presidente del Consiglio comunale, Michelangelo Cavone.

L’aikido è una delle più giovani tra le discipline tradizionali giapponesi, le sue tecniche basate sull’uso delle leve articolari sono adatte a tutti, bambini e adulti, donne e uomini, giovani e anziani, in quanto una disciplina che non si basa sulla sola forza fisica. Lo studio di questa disciplina comprende oltre alle tecniche di Tai Jutsu, utilizzando solo il proprio corpo, anche l’uso delle armi tradizionali nel Buki waza, Bokken, Jo e Tanto. L’Aikido è particolarmente indicato per i bambini poiché allena corpo e anche mente grazie alla disciplina e alla  concentrazione necessarie per poter praticare. Vengono costantemente allenate sul tatami e favoriscono lo sviluppo psicomotorio dei bambini aiutandoli anche nella vita scolastica, la giovane atleta Marta Flavia Mongelli ha iniziato a praticare all’età di sei anni e, ora che frequenta la terza media, continua a vantare un’alta media dei voti proprio grazie alla disciplina e alla concentrazione imparate e allenate con la pratica dell’aikido. Marta ha ringraziato la sua llentarice Maria Gagliardi e i maestri, Agnese Barbone e Vito Simmi, per averla aiutata e supportata nel raggiungimento di questo traguardo che, tuttavia, considera solo un punto di partenza verso altri traguardi.

Nel corso della cerimonia, infine, il presidente del Consiglio comunale di Bari, Michelangelo cavone, ha consegnato anche una targa all’aikidoka, a nome della città di Bari, quale più giovane atleta italiana a raggiungere il grado Shodan. Per motivi legati al regolamento federale, da poco cambiato, l’etá minima per poter sostenere l’esame da cintura nera è stato spostato ai 16 anni. Quindi la giovane aidoka barese ha sostenuto e, superato brillantemente, l’esame a soli 13 anni, in via del tutto eccezionale, e ora non rimane che attendere il compimento del sedicesimo anno per poter sfoggiare la sua nuova cintura nera.

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