Da giovedì 26 a domenica 29 agosto si terrà a Bari la seconda parte del Jazz Revenge Fest, manifestazione organizzata dall’associazione Nel Gioco del Jazz, con la direzione artistica di Roberto Ottaviano, e che ha visto la partecipazione di artisti stranieri nella prima parte e che ora si concentrerà su quelli italiani.

Dopo nomi come Ambrose Akinmusire, David MurrayFred Hersch e Antonio Sánchez, avranno spazio nella seconda fase, invece, i leoni italiani del sax Francesco Bearzatti, Roberto Ottaviano ed Emanuele Cisi e al trio Bumps, la formazione pugliese composta da Vince Abbracciante (tastiere), Davide Penta (basso elettrico) e Antonio Di Lorenzo (batteria). 

Nell’Arena della Pace di Bari, al quartiere Japigia (via Nicola Loiacono, 20), si terranno i quattro concerti in calendario, recupero della Stagione 2020 «Think Positive».

Si riparte giovedì 26 agosto con il Tinissima 4et di Francesco Bearzatti, il sassofonista che all’inizio del 2021 ha pubblicato «Zorro», omaggio all’eroe della resistenza alle ingiustizie. Con Bearzatti sul palco saliranno Giovanni Falzone (tromba e flicorno), Danilo Gallo (basso elettrico) e Zeno De Rossi (batteria).

Venerdì 27 agosto sarà lo stesso Roberto Ottaviano a esibirsi col suo Eternal Love, la formazione del doppio «Resonance & Rhapsodies» pubblicato dall’etichetta salentina Dodicilune e consacrato miglior disco del 2020 dall’ultimo Top Jazz. La line up prevede, oltre al band leader, Marco Colonna (clarinetti), Giorgio Pacorig (pianoforte), Giovanni Maier (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria).

Sabato 28 agosto è in calendario un omaggio a Lester Young dal titolo «No Eyes» firmato da un altro sassofonista di punta della scena italiana, Emanuele Cisi, coadiuvato da Dino Rubino (tromba), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Adam Pache (batteria).

Chiusura domenica 29 agosto con i Bumps, la formazione pugliese composta da Vince Abbracciante (tastiere), Davide Penta (basso elettrico) e Antonio Di Lorenzo (batteria) invitata a presentare il recente progetto discografico «Ars Insidiae», un omaggio alle sonorità vintage dentro un mélange di jazz contaminato nel quale non mancano echi di bande di paese.

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