Ferzan Ozpetek apre la stagione di prosa 2021/2022 del Comune di Bari, fuori abbonamento, realizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. “Ferzaneide, sono IA!” è il suo spettacolo autobiografico che porterà in scena 6 e 7 dicembre al Teatro Piccinni.

Il regista, sceneggiatore e scrittore, sarà prima sul palco del teatro comunale Niccolò Piccinni con “Ferzaneide. Sono Ia!”, spettacolo concepito durante il lungo periodo di sospensione che tutto il mondo ha vissuto e che ha fortemente colpito il settore dello spettacolo dal vivo, un viaggio sentimentale attraverso i ricordi, le suggestioni e le figure umane che hanno ispirato molti dei suoi film.

«L’idea è nata l’anno scorso, quando eravamo messi proprio male e i teatri erano chiusi – racconta Ozpetek -. Questa volta ho voluto parlare direttamente di me rivolgendomi ad un pubblico reale seduto lì in platea. Un monologo che esprime però il dialogo fra la mia intimità e ciò che mi accade intorno, tra i miei ricordi e le mie speranze, quello che per me è stato e quello che mi auguro sarà. Racconto le mie ansie, le mie gioie, come nascono i film e da dove traggo le idee dei soggetti. Nello spettacolo, per esempio, spiego come sono nati “Il bagno turco” o “Mine vaganti”. Le differenze prima e dopo l’avvento dei telefonini. Come era l’Italia degli Anni 70, quando sono arrivato io a Roma, e come è adesso. Tocco mille argomenti: mia mamma, le mie zie, l’Italia, i miei amici».

Uno spettacolo unico, senza copione, che cambia da una sera all’altra, con le mezze luci in sala, in cui lo stesso autore-attore protagonista si confronterà anche con gli spettatori provando a coglierne gli umori, come se fosse un salotto tra amici.

Ozpetek ha due anime: quella della sua Istanbul, dove è nato nel 1959, e quella italiana, Roma è la città in cui si è formato e vive da 43 anni. «Dal primo momento che sono arrivato in Italia mi sono sentito di appartenere a questo Paese. L’ho sentito mio.  Ancora oggi in qualsiasi posto del mondo vado, per quanto meraviglioso sia, io voglio tornare a Roma. Voglio tornare in Italia. Certe volte mi dico che sono tanto fortunato a vivere in un posto così». L’Italia, si potrebbe dire, è l’attrice non protagonista dei suoi film. «L’Italia è cambiata e sta cambiando molto. E mi fa molto piacere che Le fate ignoranti abbiano contribuito a questo cambiamento culturale. Nella mia vita ho sempre fatto quello che piaceva a me, seguendo il mio cuore. E ho avuto inoltre la fortuna di crescere in una casa piena di donne. La mia infanzia è stata così. E ne ho sempre avute tante di donne nella mia vita: credo sia stata la mia grande forza».

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