La città di Bari si prepara oggi, 4 agosto, a un appuntamento carico di significati politici e simbolici: alle 17 nella sede del Comune, il sindaco Vito Leccese consegnerà le chiavi della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati.

Una decisione annunciata pubblicamente dallo stesso sindaco durante il suo intervento all’iniziativa del giornalista Nicola Porro “La Ripartenza”, andata in scena al Teatro Petruzzelli. Da allora, l’annuncio ha acceso un acceso dibattito nell’opinione pubblica e nelle forze politiche cittadine, con il centrodestra schierato contro la scelta di omaggiare una figura che, seppur istituzionalmente rilevante a livello internazionale, è al centro di polemiche per alcune dichiarazioni rilasciate sul conflitto in Medio Oriente.

La protesta del centrodestra

A guidare la contestazione è Michele Picaro, europarlamentare e riferimento del centrodestra barese, che ha annunciato una manifestazione di protesta all’esterno del Comune proprio in concomitanza con la cerimonia.

“La pace tra Israele e Palestina – ha dichiarato Picaro – passa dal riconoscimento di due popoli e due Stati, e ogni forma di violenza, sopruso e sofferenza è inaccettabile. Quanto sta accadendo in Palestina è drammatico e impone una presa di posizione chiara: serve dialogo, non odio. Un riconoscimento così importante deve rappresentare tutti i baresi e non può essere attribuito a chi, nel proprio ruolo, ha pronunciato dichiarazioni che hanno suscitato forti polemiche in Italia e all’estero, come la definizione dell’attacco del 7 ottobre come una “reazione” all’oppressione israeliana, senza mai riconoscere Hamas come organizzazione terroristica. In un contesto internazionale così teso, Bari non ha bisogno di gesti che dividono, ma di simboli che uniscono. Per questo – conclude Picaro – abbiamo chiesto al sindaco di ripensare questa decisione e di concentrarsi sulle vere priorità della città: sicurezza, decoro, sostegno a famiglie e imprese. Le Chiavi di Bari non possono diventare uno strumento di propaganda. Devono restare un simbolo di orgoglio e coesione per tutta la comunità”.

La difesa della scelta

A prendere le difese del sindaco e dell’onorificenza è Paola Romano, assessora comunale che ha commentato così: “Francesca Albanese, con il suo lavoro, sta aiutando milioni di persone a comprendere le dinamiche della politica di potenza che si sta tragicamente dipanando in termini di oppressione e crudeltà senza pari, con il genocidio del popolo palestinese. Per questo – sottolinea – è un grande orgoglio per la nostra città ospitarla”.

Il sindaco Leccese, dal canto suo, ha sempre inquadrato il gesto come un simbolo di difesa dei diritti umani e dei valori democratici, ricordando la data del 28 luglio 1943, quando giovani studenti baresi persero la vita sognando una Bari “libera, democratica e antifascista”. Una memoria da cui ha voluto partire per “alzare la voce in difesa della libertà, ovunque essa sia minacciata”.

La presentazione del libro

Dopo la cerimonia istituzionale, alle ore 18.30, Francesca Albanese sarà protagonista di un evento pubblico al Kursaal Santa Lucia, dove dialogherà con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per la presentazione del suo libro “Quando il mondo dorme”, edito da Rizzoli nel maggio 2025.

Il volume raccoglie riflessioni, testimonianze e analisi sulla situazione nei territori palestinesi e sulle dinamiche del conflitto israelo-palestinese, da una prospettiva che – come è noto – ha attirato sia consensi che critiche.

Bari tra simbolo e divisione

Con la cerimonia di oggi, Bari si trova nuovamente al centro del dibattito nazionale, tra chi sostiene un impegno attivo e simbolico per i diritti umani e chi teme che un gesto del genere possa spaccare la comunità su un tema tanto delicato e controverso.

Il conferimento delle chiavi della città, da sempre simbolo di apertura e accoglienza, rischia di diventare oggi il fulcro di una nuova frattura politica, con ricadute che potrebbero estendersi ben oltre i confini del capoluogo pugliese.

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ViviBari
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