All’Ospedale San Paolo di Bari, il 24 novembre, la prevenzione contro la violenza sulle donne ha preso forma concreta e visibile: un murale di mani rosse, realizzato durante l’iniziativa dell’ASL Bari “Contro la violenza sulle donne lasciamo l’impronta”.
Ogni mano impressa sulla parete è un segno che parla, un gesto che rompe il silenzio e ricorda che il rispetto non è un valore astratto ma una scelta quotidiana.
Un modo per dire “no” in maniera chiara, diretta, senza possibilità di equivoci.
Il dg Fruscio, il personale e le associazioni insieme davanti al murale
Il direttore generale dell’ASL Bari, Luigi Fruscio, è stato tra i primi a posare la sua impronta sul murale.
Con lui, la presidente del Municipio 3 – San Paolo, Luisa Verdoscia, e l’avvocata Tiziana Cecere, presidente dell’associazione Fermiconlemani, realtà da anni impegnata nel contrasto alla violenza di genere.
Attorno a loro si sono unite operatrici e operatori sanitari, volontarie, associazioni del territorio: un momento corale in cui l’intera comunità ospedaliera si è fermata per ricordare che la violenza non è un fatto privato, ma una ferita sociale che riguarda tutti.
L’impronta rossa è diventata così un segno di adesione collettiva a una cultura del rispetto, del sostegno e della protezione.
Un ospedale che diventa presidio di accoglienza e consapevolezza
Con questa iniziativa, il San Paolo rinnova un impegno che va oltre i reparti e la cura clinica: promuovere un ambiente in cui le donne possano sentirsi accolte, ascoltate, protette, trovando non solo assistenza sanitaria ma anche un punto di riferimento umano.
Il murale rimarrà visibile nei prossimi mesi, come un monito e un invito: riconoscere i segnali di violenza, parlarne, chiedere aiuto. L’ospedale si conferma così spazio civico e comunitario, in cui la tutela della dignità e dei diritti si traduce in azioni quotidiane.
Tiziana Cecere: “Usiamo ogni spazio per ricordare e per salvare vite”
A chiudere la mattinata è stata la riflessione dell’avvocata Tiziana Cecere, anima dell’associazione Fermiconlemani e riferimento per tante donne che chiedono aiuto.
“Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Anche gli ospedali devono essere luoghi che ricordano le vittime ma, soprattutto, spazi che informano le donne che esistono strumenti, servizi e reti di protezione che possono salvare la vita. Ogni impronta rossa è un impegno: continuare a parlare, a denunciare, a sostenere chi trova il coraggio di chiedere aiuto.”
