Trasformare la cultura in una “medicina” per l’anima e per il tessuto sociale. È questa la sfida di “Arte, Cura, Educazione”, il nuovo progetto di welfare culturale che prenderà il via a Bitonto il prossimo 15 aprile.
L’iniziativa, promossa dall’associazione “ma:mamma” in sinergia con la Fondazione “Giovanni XXIII” Ets, si inserisce nel più ampio programma comunale “SOStenere”, una rete dedicata all’integrazione socio-sanitaria che vede la partecipazione di realtà storiche come la Fondazione Opera Santi Medici e la cooperativa Zip.H.
Il progetto si basa sul concetto innovativo di “prescrizione sociale”: l’idea, supportata da un protocollo tra Ministero della Cultura e della Salute, che la partecipazione ad attività artistiche e culturali possa prevenire il disagio, rafforzare l’autonomia e migliorare il benessere collettivo oltre la logica puramente medica.
Le attività sono completamente gratuite e spaziano dai laboratori creativi all’educazione digitale, con un focus particolare sul dialogo tra generazioni.
Tra i destinatari figurano bambini, anziani, persone con fragilità, caregiver, operatori socio-sanitari e famiglie in difficoltà economica.
Le attività principali:
- Laboratori Intergenerazionali: “Tra parole e pittura” e le passeggiate esplorative “Esplorare Bitonto insieme. CHE CITTÀ!”, dove giovani e anziani scoprono insieme il patrimonio locale.
- Contrasto alla solitudine e alla dispersione: Letture animate (“Ti Racconto”) e il coinvolgimento degli anziani come risorsa per la comunità (“Che Nonni!”).
- Incontri Serali: Atelier di riciclo creativo e serate dedicate ai giochi da tavolo per favorire la socializzazione.
- Formazione: Due giornate gratuite sull’accessibilità e il welfare culturale rivolte a insegnanti, famiglie e professionisti del settore sociale.
“L’arte nel welfare ricostruisce legami dove c’è distanza e crea comunità dove c’è solitudine“, spiegano gli organizzatori. L’obiettivo è superare l’isolamento attraverso la bellezza e la creatività, offrendo uno spazio di “possibilità” a chi spesso si sente ai margini.

