In occasione della Giornata mondiale della Prematurità, la ASL di Bari inaugura all’Ospedale Di Venere la sua prima foresteria: un nuovo spazio ricettivo destinato ad accogliere le mamme dei neonati ricoverati in Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) con patologie complesse, che richiedono degenze prolungate e una costante presenza genitoriale. La scelta della data sottolinea l’impegno dell’azienda sanitaria nell’umanizzazione delle cure e nel supporto concreto alle famiglie che affrontano la nascita prematura dei propri figli.

Questa mattina il direttore generale della ASL di Bari, Luigi Fruscio, ha visitato i locali riqualificati e allestiti a foresteria al settimo piano dell’Ospedale Di Venere, accompagnato dal direttore della Neonatologia e TIN Michele Quercia, dal direttore medico di presidio Maurizio Marra e dal direttore amministrativo Giuseppe Volpe. Alla visita hanno partecipato anche operatori sanitari, associazioni di volontariato e famiglie dei piccoli pazienti, in un momento di condivisione e sensibilizzazione sul tema della prematurità.

“La foresteria è il risultato di un progetto che parte da lontano – ha spiegato Fruscio –. Fu del dottor Antonello Del Vecchio, scomparso prematuramente nel 2021, la volontà di realizzare una foresteria per le mamme, progetto poi portato avanti dal dottor Gabriele D’Amato e dalla dottoressa Flavia Petrillo. Oggi possiamo offrire un supporto concreto alle famiglie: le mamme dei neonati in terapia intensiva potranno trascorrere più tempo accanto ai loro figli, rafforzando il legame e riducendo lo stress dei piccoli. Chi proviene da lontano potrà inoltre affrontare meno disagi logistici e costi contenuti.”

L’accesso alla foresteria sarà riservato alle mamme dei neonati ricoverati per periodi medio-lunghi o in condizioni cliniche che richiedono una presenza costante. Le assegnazioni saranno gestite dall’Unità Operativa secondo criteri di priorità clinica e assistenziale.

“Abbiamo concepito questo spazio – ha aggiunto il dottor Quercia – come un ambiente accogliente e funzionale, dotato di zone dedicate al riposo, alla cura personale e alla condivisione. Non si tratta solo di una struttura ricettiva, ma di un tassello essenziale del modello Family Centered Care, che da sempre caratterizza la nostra Neonatologia. Prendersi cura del neonato significa prendersi cura anche della sua famiglia, garantendo un’assistenza completa, integrata e profondamente umana.”

La foresteria dispone di sei posti letto, uno spazio comune e una cucina, con ambienti arredati con attenzione al comfort. Grazie alla donazione dell’associazione Bimbi in Tin, le camere sono dotate di letti e comodini coordinati, mentre le aree comuni dispongono di divani, tavoli e sedie. La cucina, realizzata dal Gruppo Turi srl, permette alle mamme di gestire autonomamente i pasti. L’arte, con i disegni di Maddalena Marzulli sostenuti dall’azienda Masmec, contribuisce a rendere gli ambienti più accoglienti lungo il percorso che collega la foresteria alla TIN.

L’Unità Operativa di Neonatologia e TIN del Di Venere gestisce attività ad alta complessità con 8 posti di Terapia Intensiva Neonatale, 10 di Patologia Subintensiva e 20 di rooming-in, con una media annuale di 2.220 ricoveri. La costante presenza dei genitori è fondamentale per ridurre lo stress del neonato, favorire l’allattamento materno e sostenere il legame precoce madre-bambino, con benefici clinici documentati a lungo termine.

Parallelamente all’allestimento della foresteria, la direzione amministrativa del presidio ha disposto l’acquisizione di ulteriori arredi e attrezzature, tra cui nuovi armadi, lampade, poltrone e un ecotomografo ad alta fascia, mentre altri arredi saranno destinati al Nido e agli ambulatori, completando così un percorso di potenziamento strutturale e funzionale dell’Ospedale Di Venere.

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By Redazione Salute e Sanità

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