Un risultato concreto per rendere più efficiente, coordinato e accessibile il sistema di tutela delle persone fragili. Martedì 31 marzo 2026, alle ore 12 nella la Sala Consiliare dell’Ordine degli Avvocati di Bari in Tribunale, verrà sottoscritto il protocollo operativo in materia di amministrazione di sostegno, frutto della collaborazione tra l’Ordine e le principali istituzioni giudiziarie, e non solo, del territorio.

L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo nell’ambito della volontaria giurisdizione, con l’obiettivo di uniformare prassi, semplificare le procedure e rafforzare la rete tra uffici giudiziari, avvocatura e istituzioni, a beneficio dei cittadini più vulnerabili.

Alla sottoscrizione interverranno:

  • Alfonso Maria Pappalardo, presidente del Tribunale di Bari;
  • Valeria Montaruli, presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari;
  • Roberto Rossi, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari;
  • Giuseppe Gatti, procuratore della Repubblica aggiunto;
  • Giuseppe Disabato, presidente della I Sezione del Tribunale di Bari;
  • Elisabetta Vaccarella, vicepresidente della Regione Puglia;
  • Salvatore D’Aluiso, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari.

Il protocollo nasce dall’esigenza di rendere più efficaci e tempestivi gli interventi di protezione giuridica, valorizzando il ruolo dell’amministratore di sostegno quale figura centrale nella salvaguardia dell’autonomia e della dignità della persona.

Un lavoro condiviso, al quale hanno contribuito anche le consigliere delegate dell’Ordine – Angela Lorusso, Gabriella Panaro, Silvia Panzarino e Paola Perchinunno – con l’obiettivo di costruire strumenti operativi realmente utili per i professionisti e per i cittadini.

“Questo protocollo rappresenta un traguardo importante per l’avvocatura barese e per l’intero sistema della giustizia – dichiara il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Salvatore D’Aluiso –. Con esso intendiamo offrire risposte più rapide, coordinate e concrete alle esigenze delle persone più fragili, rafforzando il ruolo dell’amministrazione di sostegno come strumento di tutela ma anche di inclusione. È il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni che dimostra come, attraverso il dialogo, sia possibile migliorare l’efficienza e l’umanità della giustizia.”

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