Con l’approvazione unanime della delibera n. 52 del 30 giugno 2025 da parte del Consiglio Direttivo dell’Autorità Idrica Pugliese, presieduto dall’on. Toni Matarrelli, la Regione Puglia compie un passo storico a tutela del bene più prezioso: l’acqua. La gestione del servizio idrico integrato sarà affidata definitivamente ad Acquedotto Pugliese (AQP), con la formula dell’in house providing.
Un risultato di portata storica
“La Regione Puglia ha definitivamente messo in sicurezza l’acqua pubblica e l’Acquedotto Pugliese“, ha dichiarato il presidente Michele Emiliano, sottolineando la portata politica e sociale di una scelta che riafferma la volontà popolare e consolida la gestione del ciclo idrico in mani pubbliche. Non solo un atto amministrativo, ma un modello di governance avanzata che mira a garantire equità, efficienza e trasparenza nella gestione delle risorse idriche regionali.
“La Puglia è all’avanguardia – ha aggiunto Emiliano – forse anche perché qui, da secoli, conosciamo cosa significhi la scarsità d’acqua. Non possiamo permetterci di tornare ai tempi dei mercanti d’acqua, soprattutto oggi, in un’epoca segnata da cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi”.
Un nuovo statuto per AQP e un comitato di controllo dei Comuni
Il nuovo statuto di AQP introduce il Comitato di coordinamento e controllo, un organo composto da sei rappresentanti eletti dai 257 Comuni pugliesi, che avrà funzioni vincolanti di vigilanza, supervisione e ispezione sull’operato del consiglio di amministrazione dell’AQP. Una forma di partecipazione diretta che rafforza la trasparenza e assicura il coinvolgimento anche dei Comuni non soci, permettendo loro di esercitare un controllo effettivo sul servizio. Inoltre, il 20% delle quote di AQP sarà ceduto gratuitamente agli enti locali, garantendo una maggiore corresponsabilità nella gestione delle risorse idriche.
Toni Matarrelli: “Una scelta virtuosa e condivisa”
“Una decisione di straordinaria valenza sociale e politica“, ha commentato Toni Matarrelli, presidente dell’Autorità Idrica Pugliese, che ha guidato il lungo iter decisionale durato oltre due anni. Un’analisi approfondita, culminata in uno studio comparativo di 300 pagine, ha messo a confronto i modelli di gestione privati, comunali e pubblici, evidenziando come l’affidamento in house ad AQP rappresenti la soluzione più sostenibile, efficace e trasparente.
Lo studio è stato trasmesso non solo all’ANAC, ma anche a Corte dei Conti, AGCM e ARERA, per una condivisione completa con tutti gli organismi di garanzia, a conferma dell’importanza e dell’impatto di questa decisione sul piano regionale e nazionale.
Un esempio di buona amministrazione
La Puglia si conferma prima in Italia per qualità della depurazione e, conseguentemente, per la qualità delle acque di balneazione. “Un risultato – ha ricordato Emiliano – che forse solo la mano pubblica può attuare in maniera razionale e scientifica”.
Il piano regionale prevede ulteriori investimenti nell’AQP, che dovrà continuare a garantire acqua potabile ai cittadini senza sprechi e, al termine del ciclo, a depurarla e riutilizzarla per scopi agricoli e industriali. Un modello sostenibile che guarda al futuro della gestione idrica con una visione lungimirante.
Un modello pugliese da esportare
Con questa decisione, la Puglia si pone come modello di riferimento nazionale nel settore della gestione pubblica dell’acqua. Un modello che combina partecipazione democratica, efficienza tecnica e sostenibilità ambientale, mettendo al centro il cittadino e i territori. Un passo importante che consegna agli enti amministrativi pugliesi il controllo su un bene essenziale e strategico.

