Lo sport non è più solo un traguardo, ma parte integrante del percorso di cura. Giovedì 23 aprile 2026, ad Adelfia, è stato inaugurato il primo Centro di promozione dello sport paralimpico della Puglia. L’iniziativa nasce dalla convenzione tra il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e il Conssi Welfare, il consorzio che gestisce il Presidio Rehcura, eccellenza nel campo del recupero e della riabilitazione funzionale accreditata con la ASL Bari.
Si tratta di un modello unico nella regione (e tra i pochi in Italia) che trasforma la corsia d’ospedale in un campo da gioco, offrendo ai pazienti opportunità concrete di rinascita fisica e sociale.
Il Movimento come linguaggio di libertà
Le attività del centro sono integrate direttamente nel piano riabilitativo dei pazienti afferenti al presidio. Grazie a istruttori qualificati selezionati dal CIP Puglia, gli utenti potranno praticare gratuitamente tre discipline paralimpiche in aree allestite ad hoc, sia indoor che outdoor:
- Basket in carrozzina
- Scherma in carrozzina
- Calcio-balilla
Queste discipline sono state selezionate per i loro comprovati effetti benefici non solo sulla motricità, ma anche sulla sfera psicologica, specialmente nelle fasi iniziali della disabilità, quando la perdita di funzionalità impone le sfide più dure.
Un modello virtuoso tra Sanità e Cooperazione
L’inaugurazione ha raccolto il plauso delle autorità e dei vertici del settore. Il dottor Raffaele De Nittis (Confcooperative Sanità Puglia) ha evidenziato come il sistema cooperativo sappia “investire nella dignità delle persone quando altri si fermano al bilancio”, mentre il presidente del CIP Puglia, Gianni Romito, ha definito il centro un “modello virtuoso di sinergia tra Sanità e sport”.
Per l’ingegner Marco Bonerba, direttore di Rehcura, l’obiettivo è chiaro: la riabilitazione non finisce con le dimissioni mediche, ma quando la persona ritrova il proprio posto attivo nella comunità. In questa fase iniziale, il centro si rivolge ad adulti con disabilità motoria (mielolesioni, esiti di ictus, sclerosi multipla, amputazioni), con l’obiettivo di estendere presto le attività anche ai pazienti più giovani.

